Comunità

“Per me la parrocchia è un luogo prima di tutto di accoglienza , condivisione di pensiero, in cui si creano relazioni con persone di tutte le età, dai più grandi ai più piccoli e specialmente con i miei coetanei. Ai bambini della parrocchia cerco di trasmettere un qualcosa che non riesco a dare un nome ma che attraverso un gioco o semplicemente il fatto di stare insieme e in un luogo che non sia la casa o la scuola, cioè la chiesa, li possa fare avvicinare sempre di più a questa e creare così un legame forte con qualcuno più grande di noi.”
– Chiara 

“Per me la parrocchia è un luogo di ristorazione dell’anima, una grande e unica famiglia dove ogni persona può trovare sempre e ad ogni ora la possibilità di saziare l’anima con l’amore incommensurabile di Dio!”
– Max

“La Parrocchia per me è un luogo nel quale momenti profondi dettati dalla Fede e dalla Spiritualità si incontrano con momenti conviviali di comunità. È inoltre un luogo nel quale poter esprimere se stessi liberamente e nel quale poter crescere, grazie all’aiuto innanzitutto del Parroco e poi dei Sacerdoti,  facendo un cammino di condivisione e imparando qualcosa da ognuno dei membri della comunità, dai più grandi ai più piccoli, riscoprendo ogni giorno un senso di appartenenza a qualcosa di più grande di noi, che possiamo solo accogliere con tutti noi stessi.”
– Martina

“La parrocchia è il luogo dove mi nutro del Corpo di Cristo e della Sua Parola stando in comunione con i sacerdoti e coi fratelli. Nel vivere un rapporto intimo col il Signore e rinnovata da questo cibo, non posso far altro che farmi strumento, dentro e fuori la Chiesa, per trasmettere con gioia agli altri la bellezza del Suo amore e della Sua infinita misericordia.”
– Alessandra

“La parrocchia per me rappresenta un punto di incontro con Dio, dove attraverso la preghiera si ha un contatto o un punto di incontro con Dio e con Gesù, perché so che qualsiasi cosa faccia o dica so che Dio sarà sempre con me e non mi abbandonerà mai.”
– Chiara 

“Da sempre, fin da quando ero bambino mi son chiesto quale era lo scopo della mia esistenza, capire il senso della vita. A distanza di tanti anni posso affermare di averlo compreso e tale affermazione scaturisce dalla consapevolezza di aver capito chi sono io. Io sono un essere di relazione. Infatti se provo ad escludere tutto dalla mia vita l’unica cosa di cui non posso fare a meno è quella di relazionarmi. Ma esiste una cosa più complicata delle relazioni? Quanto sacrificio ci costa ogni giorno relazionarsi con gli altri! Un sacrificio così grande che ha portato la nostra società a vivere relazioni sempre più superficiali, a tal punto da essere quasi estranei con le persone con cui condividiamo la maggior parte delle nostre giornate. Questo modo di vivere ci sta distruggendo, il non vivere relazioni profonde ci allontana da noi stessi creandoci un profondo disagio che genera insoddisfazione, ansia e depressione… non a caso oggi nel mondo i farmaci più venduti sono gli ansiolitici e gli antidepressivi. Invece quando riusciamo a superare queste difficoltà e a vivere relazioni profonde e senza sforzo? La risposta è semplice… quando amiamo. Nell’amore coi genitori, i figli, i fratelli, gli amici riusciamo a mettere da parte il nostro io, a mostrarci così come siamo ed è meno complicato relazionarci, fino ad arrivare all’amore per il partner che ci spinge oltre i nostri limiti semplicemente guardandoci con occhi da innamorato. Perciò siamo esseri di relazione, assetati di uno sguardo di amore. Infatti siamo identici a chi ci ha creato. Siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza. Siamo stati creati dall’amore per l’amore. Dall’essere di relazione perfetta, che essendo relazione pura ha esteso la sua natura generando relazione, creando noi. E desiderando da noi uno sguardo d’amore, che lo faccia sentire amato da noi che lo scegliamo liberamente. Capire la nostra natura ci rivela il senso della vita e ci permette di vivere una vita vera, una vita piena, appagante. Tanti anni di esperienze vissute, di studi, di letture filosofiche e di pratiche religiose non mi hanno portato a questa conclusione. E’ bastato comprendere che il cristianesimo non è una religione, ma una rivelazione che ti rende consapevole della tua natura di essere di relazione e del tuo scopo di vita, cercare uno sguardo di amore donando amore. Perché il Dio cristiano è un essere di relazione (Padre-Figlio-Spirito Santo) follemente innamorato delle sue creature, gli uomini, (fatti a sua immagine e somiglianza in quanto esseri di relazioni) a tal punto da morire in croce per noi. Il cristianesimo non ti chiede pratiche che ti consentono di accedere ad un paradiso come ogni religione, ti chiede una relazione. Il cristianesimo è una relazione, una relazione con Dio. Infatti solo relazionandoti con lui riesci a comprendere la tua natura e a vivere le tue relazioni senza sacrificio e a ricevere amore donando amore e vivendo una vita piena, appagante, felice. Ogni volta che rivolgi lo sguardo alla croce e vedi questo sguardo di amore folle nei tuoi confronti non riesci che a donare amore e quindi a riceverne perché di fronte all’Amore non si resta indifferenti. Questo è il motivo per cui frequento la parrocchia, perché è il luogo dove ho scoperto chi sono e quale è lo scopo della mia vita. Frequentando la parrocchia riesco a relazionarmi con Dio e quindi ad avere relazioni profonde nella mia vita di tutti i giorni superando i miei limiti e quelli degli altri donando amore e ricevendone. E’ il luogo che mi consente di migliorare la qualità della mia vita di tutti i giorni anche grazie all’incontro con altre persone che vogliono essere felici e migliorare la propria vita migliorando le proprie relazioni relazionandosi con Dio.”
– Peppino